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Giuseppe Vezzoni

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ARTE: ADDIO AL PIÙ GRANDE SCULTORE DANESE, È MORTO A PIETRASANTA JØRGEN HAUGEN SØRENSEN.

L’annuncio del suo gallerista. Il cordoglio del sindaco della Piccola Atene

Pietrasanta_E’ morto a Pietrasanta, dove viveva dal 1973, Jørgen Haugen Sørensen. E’ stato uno dei più importanti artisti del nostro tempo, il più grande scultore danese. Aveva 87 anni. A darne notizia è stata la moglie, la scultrice Eli Benveniste. La sua ultima grande mostra personale a Pietrasanta risale al 2017. Una delle sue opere, “The Crowd – La Folla”, che ha dato il titolo anche alla mostra, è stata donata dall’artista alla città. Si trova in Piazza Crispi. Il bozzetto dell’opera ”The angular ones carry, The Smooth ones Slide” (1984) destinata al Comune di Copenaghen si trova nel Museo dei Bozzetti. Nel 2016 aveva ricevuto il prestigioso Premio del Circolo Fratelli Rosselli. (info in bio http://www.haugensorensen.com/en). “Ci lascia uno straordinario artista ed ambasciatore della scultura contemporanea che aveva scelto la nostra città, negli anni ’70, per vivere e lavorare. – racconta il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti – La sua arte, così come la sua vita, hanno camminato fianco a fianco di questa terra, dei suoi laboratori, dei suoi artigiani. Sørensen fa parte di quella colonia di scultori che hanno reso Pietrasanta conosciuta in tutto il mondo come centro culturale, luogo d’arte e di suggestione. A nome dell’amministrazione e della città le più sincere condoglianze alla moglie, ai figli e ai suoi familiari”.

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L’annuncio del gallerista Asger B. Nielsen (Hans Alf Gallery)

“E’ con enorme tristezza che vi informo che Jørgen Haugen Sørensen è morto. Jørgen, senza nessun dubbio, è stato il più grande scultore della sua generazione – e, tranne per che Thorvaldsen, probabilmente uno dei più grandi che la Danimarca abbia mai promosso. Jørgen era selvaggio, senza compromessi, intelligente, testardo e con il coraggio di un leone. Jørgen era l’incarnazione della storia dell’arte del Dopoguerra, una quasi incomprensibile condensazione umana di vita vissuta, storie, esperienza, impressioni e saggezza. Jørgen poteva essere profondo, compassionato e gentile. Jørgen poteva essere impietoso, inflessibile e cocciuto. Perché Jørgen era un essere umano, un esemplare grande e versatile, che conteneva molteplici aspetti. L’ultimo libro sull’opera di Jørgen non è ancora stato scritto. Come la sua personalità, era idiosincratico e complesso ed immune ad etichette. Jørgen era un campione della forma; le sue mani erano capaci di fare cose, che si possono pensare impossibili. E sempre con una parvenza di non porvi sforzo, che neanche in un’intera vita dedicata alla pratica lo si potrebbe attribuire ad una persona. L’abilità di Jørgen non era il risultato del solo duro lavoro, ma si basava anche su di una virtuosità intrinseca, un’insita comprensione della materia, che i comuni mortali possono solo sognarsi. Ma, nonostante ciò, Jørgen è morto, e ci ha lasciato qui, e i nostri pensieri sono con la sua famiglia, con  la sua amata Eli, i suoi figli ed i loro figli – e con tutte le persone, che lui ha toccato durante la sua vita, di cui molti sono diventati suoi amici. Ma Jørgen è anche ancora qui, e Jørgen continuerà ad esserci. Se non in carne ed ossa, allora con la sua arte, che ancora torreggia su piazze e parchi, in spazi sia pubblici che privati ed in musei in tutta la Danimarca ed indubbiamente nel resto del mondo. Perché Jørgen era un uomo del mondo, un cosmopolita delle Arti Visive, che ha lasciato segni permanenti sul suolo. Ci mancherai, Jørgen”.

La sua vita e l’arte.

Nel 1949 frequenta da autodidatta la Scuola d’Arte Applicata di Copenhagen. Nel 1951 prende parte alla collettiva Arte Moderna Danese a Copenhagen e a Gentofte, nel 1956 aderisce al gruppo “Les Decembristes” e nel 1957 presenta la prima personale alla Galleria Athenaeum di Copenhagen. Nel 1958 partecipa alla “XXIX Biennale” di Venezia. Grazie ad alcune borse di studio, fra il 1960 e il ’70 compie viaggi di studio e lavoro in Francia, Italia, Spagna e Germania, proseguendo nel frattempo l’attività espositiva.

Nel 1973 arriva in Versilia dove inizia a lavorare presso lo Studio Sem. Nel frattempo la sua compagna, Jette Muhlendorph, inizia a collezionare modelli e lavori dei principali artisti attivi nella città di Pietrasanta fondando, nel 1984, il Museo dei Bozzetti con sede nel complesso di S. Agostino. Continua a realizzare le sue opere anche presso i Laboratori Bottega Versiliese, Emilio Buratti, Umberto Togni, Francesco Benedetto, il Laboratorio di formatura Alessandro Petrucci,e le Fonderie Artistica Versiliese, Da Prato e Mariani. Nella zona apuo-versiliese ha partecipato a diverse rassegne, fra cui: Galleria Comunale d’Arte Moderna, Forte dei Marmi (1977); “Scultori e artigiani in un centro storico”, Pietrasanta (1977; ’81); “Il Passato e la Presenza”, Pietrasanta (1982-’83); “Scultura di Passaggio”, Montignoso, MS (1986); “Il disegno degli scultori”, Centro Culturale “L. Russo”, Pietrasanta (1988); “IX Biennale internazionale di scultura Città di Carrara” (1998); “Il Malbacco/L’altra faccia della scultura”, Centro Culturale “L. Russo”, Pietrasanta (2003).

Nel 1977 riceve il “Premio Europeo Biancamano” a Milano e nel 1979 la “Thorvaldsen Medal” in Danimarca. Nel 1988 assieme a Robert Jakopsen rappresenta la Danimarca nel parco scultura dei Giochi Olimpici di Seoul.

Lavora molti materiali: creta, gesso, alluminio, polietilene, vetro, resina, stoffa, ceramica, ferro, bronzo, marmo e granito. Tra le sue personali più significative vi sono: Galleria Birch, Copenaghen (1960, 72, 73); Galleria del Naviglio, Milano (1961); Galerie Ariel, Parigi (1963); Louisiana Museum for Moderne Kunst, Humleb¾k, Danimarca (1964; ’75); Galerie Focus, Parigi (1966); Galleria Ferrari, Verona (1967); Aarhus Kunstmuseum (1968); i.e.Grafik, Copenaghen (1974); Kunstforeningen Gl. Strand, Copenhagen (con Arne Haugen S¿rensen) (1975); Louisiana, Museum for moderne Kunst, Humleb¾k, Danimarca (1975); Retrospettiva, Kunstforeningen Gl. Strand, Copenaghen (1975); Retrospettiva Nordjyllands Kunstmuseum, Ålborg (1976) con Arne Haugen S¿rensen; Galerie Nord, Randers, Danimarca (1976; ’78; ’79; Museo Sonja Henies e Niels Onstad, Oslo (1976); Randers Kunstmuseum (1979); Glyptotek, Ny Carlsberg, Copenhagen (1980; con Christian Lemmerz, ’91; ’99); “Attitudes”, Yorkshire Sculpture Park, Inghilterra (con Walter Dusenberry, Lee Gran Jean e Glynn Williams, 1981; retrospettiva, ’93); Veksolund, Vesko, Danimarca (1982); Charles Cowles Gallery, New York (1982); San Jose Museum ¿f Art, California (1983); Centro Storico, Prato (1983); Kunsthallen, Copenhagen (1989); Halkbank Sanart Galerisi, Ankara, e Dolmebache Palace, Istanbul, Turchia (1991); Galleri Movitz, Stoccolma, Svezia (1992); Retrospettiva Charlottenborg, Copenhagen (1993); Retrospettiva, Yorkshire Sculpture Park, Inghilterra (1993); Bornholms Kunstmuseum (1995); Frederiks Bastion, Copenhagen (1996); Skissernas Museum, Svezia (con Staffan Nielen, 1996); Can Altimira, Barcellona (1996); Galerie Anne Marie, Copenaghen (1996); Franz Pedersens Kunsthandel, Horsens, Hiller¿d, Danimarca (con Troels Wórsel, 1997); retrospettiva, Esbjerg Kunstmuseum (1998); Galleri Weinberger, Copenaghen (1998); “Silent Witness”, Museo de Arte Moderno, Mexico City, Museo de Arte Contemporaneo de Oaxaca, Museo de Xalapa, Mexico (1999); “I think I see”, Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen, Danimarca (1999); Kunst Centret Silkeborg Bad (2000); Sophienholm, Copenhagen (2000); Mac d’Aguas das Amoreiras, Lisbona (2000); Gaio, Porto e Castelo de Vide, Portogallo (2001); Galleri Profilen, Århus (2001); J¿rgen Haugen Sorensen, Vigeland Museum, Oslo, Norvegia (2002); J¿rgen Haugen Sorensen e Eli Benveniste, Brondsalen, Copenaghen (2004); “That’s Why They Call Them Dogs”, Bornholm’s Museum of Art (2004); “That’s Why They Call Them Dogs”, Felleshuset ther Nordischen Botshaften, Berlino (2004); “A New Agreement”, Gallery Veggerby (2004); “Before and Soon after” Edison, Frederiksberg con Peter Lautrop (2005); Statens Museum for Kunst (2007). Molto numerose anche le collettive, tra cui si ricordano: Charlottenborgs Forårsudstilling, Copenaghen (1953); Kunstnernes Efterårsudstilling, Copenaghen (1954); Galerie Arhenaeum, Copenaghen (1954); Kunsten-54, Charlottenborg, Danimarca (1954); Sommerudstillingen, Copenaghen, Danimarca (1956); Decembristerne (1956 -’76); Gr¿nningen (1979-’89; ’97); “Charlottenborg”, Copenhagen (1953; ’54; ’56; ’57; ’84; ’97); “Moderne Dansk Kunst”, Aarhus e itinerante in Svezia e Olanda (1957); Danisch Sculpture, Olanda (1957); Kunstforeningen, Oslo (1958); Esposizione di Scultura e arte grafica, Maison du Danemark, Parigi, (1958); “Biennale”, Parigi (1959-’63, ’65; “premio della critica”, ’63; ’75); International Museum of Art, Carnegie Institute, Pittsburg, PA (1961;’64, ’67); “Concorso Internazionale del Bronzetto”, Padova (1961,’63,’65); “Danish Abstract Art”, Dallas Museum of Fine Arts, TX (1964); Florida Museum of Fine Arts, St. Petersburg, FL (1964); Robertson Memorial Art Center, Binghampton, NY (1964); The Art Museum, Dartmouth College, Hanover, NH (1964); National Collection of Fine Arts, Smithsonian Inst., Washington D.C. (1964); Louisiana Museum, Danimarca Kunsthallon in Göteborg, Svezia (1964); “Jeune Sculpture”, Musée Rodin, Parigi (1966, ’69); Galerie Focus, Parigi (1966); Kunstforeningerne in Bergen e Stavanger (1966); “Ung Dansk Kunst 1942-’67”, Den Frie, Charlottenborg (1967); Louisiana Museum, Humleb¾k, Danimarca (1967); “Ung Dansk Kunst”, Fondazione Pagani, Milano (1967); Galerie Focus, Parigi (1969); Gronningen, Cahrlottenborg, Copenaghen, Danimarca (1969); Jysk Kunst Galerie, Copenaghen, Danimarca (1969); “Cuadernos del Taller”, Instituto Nacional de Bellas Artes, Mexico City (1971); “Art Danoise”, Galeries Nationales du Grand Palais, Parigi (1973); Biennale Nazionale di Disegno, Rijeca, Croazia (1974); “De Frie Kunstnere”, Den Frie, Copenaghen e Aalborg, Danimarca (1974); IE Graphic, Copenaghen, Danimarca con Giovanni Meloni (1974); “III Internationale Biennale”, Budapest (1975); Retrospettiva 2-men Exhibition con Arne Haugen Sorensen, Kunst-foreningen (1975); Strand, Copenaghen, Danimarca (1975); “Forma Viva”, simposio internazionale di scultura, Maribor, ex-Jugoslavia (1973-’76); Cole and Steiness Art Gallery, Beverly Hills, CA (1976); “International Drawing Biennale”, Moderna Galerija, Rijeka, ex-Jugoslavia (1976; ’80; ’82, ’84; ’88); “4 artisti Danesi”, Palazzo Reale, Milano, (1977); “Forme nel verde”, S. Quirico D’Orcia, (1977); “70 Scultori Contemporanei”, Sommacampagna, VR (1978); Galleria Novelli, Verona (1978); Galleria Belle Chasse, Parigi, Francia (1978); Veksolund, Vekso, Danimarca (1978, ’79, ’80, ’81); Groningen, Charlottenborg, Copenaghen, Danimarca (1978, ’79, ’82); “Biennale”, Middelheim Sculpture Park, Anversa (1979); The Eleventh International Sculpture Conference, Washington, USA Veksolund, Vekso, Danimarca (1980); “Paris- Kobenhavn”, Copenaghen, Danimarca (1981);FIAC , Parigi, Francia (1982); “Scultura Disegnata”, Roma (1984); Yorkshire Sculture Park, Inghilterra (1986; ’88); “Idiomi della scultura contemporanea”, Sommacampagna, VR (1989); “Art Exchange Madras Scandinavia”, Tamil Nadu, India (1994); “Human Touch”, Trondheims Kunstforening, Norvegia (1995); “Mostra internazionale di scultura all’aperto”, Gambarogno, Svizzera (1996); “Premio Internazionale di Scultura ‘Constantino Nivola’”, Det Danske Akademi, Roma (1999).

Sue opere sono presenti nei maggiori musei danesi (tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek e il Statens Museum for Kunst di Copenhagen e il Louisiana Museum for Moderne Kunst di Humleb¾k), nonché in musei in Svezia, Norvegia, Stati Uniti (Carnegie Institute, Pittsburgh, PA e MoMA, New York), Turchia, Inghilterra e Italia. Numerosi suoi lavori si trovano in collezioni pubbliche e private soprattutto in Danimarca, ma anche in Italia, Corea, Turchia e Svizzera.

Ulteriori informazioni al link http://www.museodeibozzetti.it/assets/files/mdb/collezione/artisti/s000209.php

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Andrea Berti

ARTE: ECCO LA MONUMENTALE “EGO”, INSTALLATA LA NUOVA SCULTURA SULLA ROTONDA DI VIA TORRACCIA

Pietrasanta_Due anni di lavoro per un’opera destinata ad impressionare per grandezza, linee e bellezza la nuova rotonda di via Torraccia. E’ in corso in queste ore l’installazione della monumentale scultura “Ego” dell’artista coreana Choi Yoon Sook che l’ha progettata e realizzata in collaborazione con lo Studi Stagetti ed L.G Bazzicchi.

“Ego”, questo il nome della scultura, sarà l’opera più imponente del Parco Internazionale della Scultura Contemporanea del Comune di Pietrasanta con i suoi 6 metri di altezza, i suoi 106 “pezzi” di marmo bianco di Carrara assemblati come un puzzle su uno scheletro di ferro e le sue 12 tonnellate di stazza. La scultura ha una particolarità che la renderà unica: durante le ore notturne si animerà grazie ad un effetto di luci molto scenografico. L’opera è una sfida anche tecnica. Ogni singolo pezzo è stato assemblato seguendo le venature del marmo ottimizzando al massimo il suo utilizzo. Le spettacolari fasi del montaggio sono state seguite da molti curiosi. La scultura sarà inaugurata con una cerimonia ufficiale nelle prossime settimane.

La scultura, dal titolo “Ego”, rappresenta la volontà dell’essere umano di contrapporsi per ostacolare gli eventi negativi con tutte le forze, e dalla convinzione di poter imporsi sulla natura e su tutto ciò che può ostacolare il suo cammino. “In Ego – racconta l’artista Choi Yoon Sook – il corpo umano è rappresentato con linee rette, gambe saldamente ancorate a terra, braccia distese come nello sforzo di allontanare la negatività, ma anche di proteggere se stesso da un crollo”.

“Questa nuova opera monumentale andrà ad arricchire – spiega il primo cittadino – il nostro museo a cielo aperto oltre a rappresentare un elemento artistico di decoro urbano molto efficace e bello. L’opera di Choi Yoon Sook artista coreana che si sta impegnando molto anche per costruire nuove relazioni con il suo paese di origine, entrerà a far parte del Parco Internazionale della Scultura Contemporanea di Pietrasanta, ideale prosecuzione del Museo dei Bozzetti strutturato come ampio percorso museale che si snoda per strade, piazze, giardini non solo del centro, ma anche delle frazioni collinari e della marina”.

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Andrea Berti,addì 19.11.2021

IMPORTANTE NOTIZIA DALLA REGIONE TOSCANA.

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Forte dei Marmi – Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha incontrato a palazzo Strozzi Sacrati Walter Sandri, console per la provincia di Massa Carrara del Touring club italiano.  “Tra Regione e Touring club – ha annunciato il presidente Giani – sigilliamo un patto di collaborazione per la valorizzazione turistica e culturale della Toscana e lo sviluppo di attività di formazione per operatori turistici, in modo da favorire e qualificare visite e percorsi della regione”. Tra le prime iniziative che saranno avviate nell’ambito della collaborazione ci sono “visite guidate a Villa Garzoni a Collodi e – ha ricordato Giani – un’iniziativa a Vittoria Apuana per valorizzare la Casa Museo Ugo Guidi”.

Vittorio Guidi,addì 19.11.2021

AMBIENTE: TASK FORCE PULISCE LA SPIAGGIA DAI RIFIUTI, TORNA IL “MARE D’INVERNO” SUL LITORALE DI MARINA DI PIETRASANTA

I rifiuti selezionati utilizzati da stilista Korn Taylor per sfilata.

Pietrasanta_E’ ormai diventato un rituale l’annuale pulizia della spiaggia di Marina di Pietrasanta. Una task force di volontari di Fare Verde e di molte altre associazioni della città è pronta domenica 21 novembre, per tutta la mattina, ad entrare in azione per liberare la spiaggia da plastica ed ogni altro genere di rifiuto. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pietrasanta e dall’assessorato all’ambiente. Il punto di ritrovo, per chi vuole partecipare, è fissato al Pontile di Tonfano alle ore 10.00. “Se basta poco per inquinare è vero altrettanto che basterebbe poco per tenere pulito il mondo dove viviamo. – spiega l’assessore all’ambiente, Tatiana Gliori – Le grandi quantità di rifiuti raccolte dai volontari in poche ore ogni anno parlano da sole: tutti insieme siamo una forza e ognuno di noi può fare la differenza con piccole azioni quotidiane. Ringrazio Anna ed i suoi magnifici volontari per il magnifico lavoro che ogni giorno portano avanti su tutto il territorio con azioni concrete”.

L’associazione ambientalista presieduta da Anna Silvestro ogni anno raccoglie adesioni sempre più numerose (la partecipazione infatti è aperta a tutti): quest’anno la pulizia si concentrerà in particolare nel tratto di arenile compreso tra Tonfano e Fiumetto. L’iniziativa gode del patrocinio attivo di Ersu, che fornirà i kit per la raccolta, Consulta del Volontariato di Pietrasanta, Consorzio Mare Versilia e associazioni sportive tra cui lo sponsor di questa edizione, la palestra “Boxe Viareggio-La Legione” di Viareggio. Il maestro Giuseppe Moriconi con i suoi pugili insieme agli altri volontari sono infatti pronti a mettere ko bottiglie di plastica, lattine e rifiuti di ogni genere lasciati sulla sabbia o provenienti dal mare. Solo l’anno scorso, nonostante le chiusure per il lockdown, i volontari raccolsero oltre 30 quintali di rifiuti. Parte dei rifiuti raccolti saranno inoltre utilizzati come elementi decorativi per la prima sfilata del progetto di riciclo creativo sostenibile dello stilista internazionale Korn Taylor che si basa sul recupero di materiali provenienti da stock di magazzino e scarti di produzioni. Allo studio anche una linea di abbigliamento griffata “Fare Verde Fashion Creative”.

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Andrea Berti,addì 19.11.2021

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NAPOLI. PRESSO LA MONDADORI BOOKSTORE DEL VOMERO, NAPOLI, MERCOLEDÌ 17 NOVEMBRE 2021 È STATO PRESENTATO IL LIBRO DI BRUNO PEZZELLA: “SHOCK DOWN LA NOTTE DEL PENSIERO”, KAIRÒS EDIZIONI.

Presso la Mondadori Bookstore del Vomero, Napoli, mercoledì 17 novembre 2021 è stato presentato il libro di Bruno Pezzella: “SHOCK DOWN La notte del pensiero”, kairòs edizioni. Hanno tenuto desta l’attenzione del pubblico gli interventi dell’editore Giovanni Musella, del giornalista Luciano Scateni, del saggista e scrittore Mauro Giancaspro, e le letture dell’attore Giulio Adinolfi.

Non è strano che I tempi difficili spingano I pensatori, chiusi nelle loro case per salvaguardarsi dal pericolo, a realizzare nuove imprese. Certamente non voglio paragonare Bruno Pezzella ad Isaac Newton, né la peste, che infuriava sull’Inghilterra tra il 1665 ed il 1666, alla malattia da coronavirus, fatto sta che lo scienziato, costretto a rintanarsi sotto il tetto materno, scoprì e creò: la formula del binomio per un esponente qualunque, quella di un metodo generale per costruire le tangenti alle curve, l’invenzione del metodo delle flussioni, diretto e inverso, e mise mano agli studî che culminarono nella sua teoria dei colori e nella concezione della gravitazione universale.

Mentre la maggioranza degli esseri umani, essendosi annoiati a morte davanti alla tristezza delle infinite trasmissioni dove il Covid 19 era discusso in tutte le argomentazioni possibili (e da chi meno ne avrebbe dovuto parlare), in molti casi si sono dedicati alla cucina. Pizze, in particolare. Ne fa fede che nei supermercati mancasse il lievito.

Il “nostro” Bruno Pezzella, invece, ha scritto un libro.

Se cominciamo dal titolo: “SHOCK DOWN La notte del pensiero,” abbiamo subito modo di annotare che valore abbia dato lui allo “stimolo fisico o psichico di notevole intensità” causato alla gente dal Covid 19 e dalle restrizioni, sofferenze, paure, incertezze, che questi tempi cupi hanno dato al genere umano, globalmente coinvolto: “Down”, ossia, giù.

In pratica, mentre alcuni filosofeggiano su di un possibile miglioramento delle capacità umane dovute all’esperienza vissuta (che ancora stiamo vivendo), lo scrittore, in tal senso si pone domande: “La catastrofe ha cambiato il nostro modo di pensare? Il disastro, ha avuto una funzione purificatrice?” Di certo appare convinto che sarebbe il tempo di fare qualche riflessione critica su “come siamo”, “come pensiamo” e se usciremo modificati (e se sì, in che modo e in che misura), da questa esperienza.

Il libro analizza il pensiero, anzi: “La notte del pensiero”, che a parere dello scrittore è iniziata molto prima della pandemia, mostrando un’involuzione del pensiero stesso, non più ideologico, se mai pragmatico, basato sul potere del capitale (inteso come economia, valore che si da alle cose e alle persone) e sulla speculazione, fattori che condizionano fortemente il modo di pensare degli individui. L’autore viene dalla pubblicazione di “Adessità” (Cuzzolin Editore), il tempo della provvisorietà e del transito (2017), e continua, anche, il discorso critico sull’”immediatismo” e sulla società del nowness, e prima ancora, da “Il sapere tra incertezza e coraggio. La conoscenza mobile (prima Edizione: Marzo 2011). Insomma: non serviva il covid per spingerlo a studiare la società e chiedersene il valore e le “indicazioni per il futuro”. Si guarda indietro e annota i mutamenti che vengono da lontano: dall’era del computer e dalla globalizzazione. Ci rendiamo conto che il modo con cui ha guardato alle reazioni dell’essere umano pensante (?), alla pandemia, sia in qualche modo collegato a quell’”Adessità”, trattata in precedenza. Siamo ancora collegati a “quell’immediatismo”, a quell’Hic et nunc che ci precipita nel presente che ci vieta di conservare “la memoria” e ci rende difficile immaginare un futuro compatibile e sostenibile?

Per quanto riguarda la città di origine, la complessa e straordinaria Napoli, il nostro autore, pur evidenziando la stampa estera che ne parla bene (io ricorderei, campanilisticamente, un articolo del Daily Mail, firmato da Martin Dunford, dal titolo: “Perché Napoli non merita di essere il posto che tutti amano odiare,” in cui Il tabloid inglese sostiene che proprio Napoli “potrebbe essere la nuova Barcellona”) ci dice: “noi esportiamo una visione di Napoli che purtroppo è negativa e sulla quale si lucra, sia da un punto di vista ideologico in Italia, sia purtroppo al di fuori, trattata come un prodotto commerciale.”

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Tornando al libro e alle domande, Pezzella cerca di capire (forse, anche, di aiutarci a capire), come stia cambiando il nostro modo di pensare in quella che definisce “la contemporaneità”. Mostrandoci questo difficile periodo (periodo?), in cui anche la scienza sembra divenuta passibile di falsificazioni e la medicina ci lascia insoddisfatti a causa delle risposte che non è in grado di dare.

Dobbiamo chiederci: siamo sprofondati nei social, perdendo la lucidità del pensiero? Siamo ancora in grado di considerarci esseri umani pensanti, o non, piuttosto, “pensati” da altri che ci ritraggono in qualche modo? Viviamo una profonda crisi delle ideologie politiche, dunque: possiamo ancora credere che esistano?

Nel leggere il libro sembra che l’autore sia convinto che il nostro modo di pensare, in effetti, non sia cambiato, nonostante la tragedia che abbiamo vissuto (molti davvero da vicino, tutti, in qualche modo, colpiti) e ancora stiamo vivendo a causa del covid. La definiamo “catastrofe”, però l’autore ci spinge a credere che non siamo tuttora in grado di comprendere chiaramente cosa sia, perché è un qualcosa di “nuovo”, rispetto alla storia degli uomini. Guardando alle catastrofi del passato (poniamo le guerre mondiali, ma anche, per un confronto più simile, al’influenza spagnola, insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 uccise un numero altissimo di persone nel mondo),quelle modificarono totalmente la vita del mondo. Possiamo dirci che davvero questa ci abbia cambiato nel profondo, o non, piuttosto, modificato soltanto ih superficie? Non potrà accadere, che, una volta superatala, ritorneremo a pensare così come sempre abbiamo fatto negli ultimi cinquant’anni? Leggendo il libro potremmo essere portati a considerare il tempo del covid come una sorta di “intermezzo”che, forse, ci ha costretti a riflettere sullo stato delle cose, sul percorso verso cui ci stiamo avviando, come esseri umani e su dove è possibile che siamo destinati ad arrivare. Bruno Pezzella con “SHOCK DOWN La notte del pensiero”, pone domande, offre risposte, ma, anche da ”insegnante” (lo è stato e non si smette mai di esserlo), spinge alla riflessione. Buona lettura. (Bianca Fasano)

Da Accademia dei Parmenidei,addì 19.11.2021

FRAZIONI: L’AMMINISTRAZIONE A STRETTOIA, PROSEGUONO GLI INCONTRI CON I RESIDENTI

Appuntamento lunedì 22 novembre alle ore 18.00 alla Trattoria dalla Filù

Pietrasanta_ L’amministrazione comunale sul territorio. Proseguono gli incontri nelle frazioni. L’amministrazione di Alberto Stefano Giovannetti sarà lunedì 22 novembre (ore 18.00) a Strettoia presso la Trattoria dalla Filù (via Strettoia, 168). Il sindaco sarà accompagnato da assessori e consiglieri comunali.

L’obiettivo degli incontri è informare la comunità sugli interventi eseguiti, su quelli programmati e sui futuri progetti che interesseranno la frazione e la città ma anche raccogliere nuove segnalazioni o suggerimenti. Gli incontri rappresentano un momento di confronto molto importante per continuare a dare risposte concrete e puntuali ai cittadini e alle imprese.

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Andrea Berti,addì 19.11.2021.

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