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Intestazioni fittizie, ai domiciliari quattro indagati nel Sannio

Nuovi arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine portata avanti da Squadra Mobile e Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura, finalizzata a ricostruire una serie di operazioni attraverso le quali, per evitare il rischio di misure patrimoniali nei suoi confronti, Nicola Panella, 57enne di Montesarchio, si sarebbe spogliato di beni immobili e quote societarie. Si tratta di un’inchiesta per la quale il sostituto procuratore Assunta Tillo ha già avanzato diciassette richieste di rinvio a giudizio con udienza preliminare in programma il 29 aprile del prossimo anno dinanzi al gup Pietro Vinetti, ma che ora fa registrare ulteriori sviluppi cautelari.

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Nelle ultime ore, infatti, la Cassazione ha respinto alcuni ricorsi presentati contro la decisione con la quale il Riesame di Napoli aveva accolto l’appello della Procura contro il no del gip Loredana Camerlengo ad adottare una misura cautelare per alcune delle persone coinvolte nell’indagine. Dopo la decisione della Cassazione, sono scattati i domiciliari per due commercialisti avellinesi (Antonio Galietta, 51 anni, e Ciro Guerriero, 41 anni) e per due imprenditori: Michele Luciano, 66 anni, originario di Bonea ma residente a Prato, e Franco Caccaro, 59 anni, residente in Svizzera ma rintracciato a Treviso. I due irpini sono difesi da Gaetano Aufiero. Gli imprenditori, invece, da Marcello D’Auria. Inoltre sono scattati gli obblighi di firma per Giovanna Vinciguerra, 40 anni, di Pesco Sannita, e per Gerardo Sgambato, 27 anni, anche lui di Pesco Sannita. Sono difesi dai legali Luca Russo, Luca Guerra e Stefano Travaglione. Nell’ambito di quest’indagine sono scattati anche due sequestri preventivi. L’ultimo era stato disposto ad aprile dal gip Loredana Camerlengo e riguardava i beni e le disponibilità finanziarie nei confronti di quattro società con sedi legali e operative a Roma, Prato e Benevento, che operavano nei settori della consulenza tecnologico-informatica, del noleggio di autovetture e della fabbricazione di mobili. Il valore del sequestro preventivo ammontava a 700mila euro. Il precedente aveva riguardato immobili e sette società per un importo complessivo di 2 milioni e 340mila euro. Le imputazioni in questa indagine spaziano, a vario titolo, dall’associazione per delinquere all’intestazione fittizia dei beni e alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Ipotesi di reato che, sempre a vario titolo, vedono già coinvolte 17 persone.

Nicola Panella, ritenuto l’ideatore, era stato arrestato nel luglio del 2020, poi aveva ottenuto i domiciliari e nel gennaio 2021 era tornato in libertà. La Cassazione ha annullato alcuni provvedimenti nei suoi confronti, con rinvio ad altro tribunale per cui Panella è ora libero in attesa del nuovo verdetto. Secondo l’accusa, avendo cercato di porre le sue imprese e i suoi beni al riparo da una possibile confisca, Panella ha attuato operazioni societarie e finanziarie che «sono state poste in essere anche grazie all’apporto dei due professionisti avellinesi». Ed è sempre l’accusa a indicare Luciano come presunto «uomo di fiducia di Panella, deputato all’esecuzione delle direttive impartite nella gestione operativa e commerciale delle società a lui riconducibili, occupandosi di questioni relative ai dipendenti grazie ai sui rapporti diretti con i consulenti del lavoro». Vinciguerra e Sgambato, invece, sono ritenuti presunti «prestanome preposti all’esecuzione delle disposizioni di Luciano, secondo tempi e modalità dallo stesso dettate». Quanto a Caccaro, è coinvolto per «le trattative per la trasformazione in centro di accoglienza e quindi vendita di una struttura alberghiera nel territorio di Apollosa lungo l’Appia e riconducibile sempre a Panella. Inoltre si ritiene che sia intervenuto per far partecipare le aziende riconducibili a Panella in bandi di finanziamenti pubblici».
 

Source

“https://www.ilmattino.it/benevento/valle_caudina_intestazioni_fittizie_ai_domiciliari_quattro_indagati_nel_sannio-6392482.html”

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